Montecolombo, divenuto comune autonomo, dopo il distacco da Montescudo, avvenuto nel 1815 con editto di Pio VII, è da annoverare tra i castelli malatestiani. Non fa eccezione questo borgo della Valconca, posto sul lato sinistro del fiume, in ordine al suo impianto fortificato. Nei secoli ha mantenuto ampi tratti delle sue fortificazioni e nello stesso tempo salvaguardando il suo contorno di verde.
Se ne ricava una visione d’insieme che offre serenità e armonia. E quando si giunge sugli spalti medievali si apre la vista su splendidi orizzonti, fatti di pianure e di mare. La Signoria malatestiana presente dal 1271, anche se il borgo apparteneva già a Rimini a partire dal 568, qui era esposta agli attacchi dell’alta Valconca, sotto il dominio dei Montefeltro. È questa la ragione degli interventi sul Castello, operati su una precedente struttura risalente all’anno 1000. Con la vicinissima Montescudo creava una barriera per bloccare gli attacchi dell’urbinate Federico, i due Castelli infatti una volta persi avrebbero lasciato via libera verso la conquista della piana riminese.
Nel centro storico vale la pena passeggiare per assaporare le atmosfere medievali e godere del panorama, per poi scendere al lavatoio settecentesco, una rarità per fattura e tipologia detta “a trabocchi” per via delle sue vasche ad altezza decrescente. Nella frazione di Taverna, a fondo valle, un altro interessante lavatoio, miracolosamente salvato, edificato un secolo dopo. La dolce campagna si presenta con grandi vigne e uliveti da cui si producono ottime uve e pregiati oli. Da Montecolombo si raggiunge San Marino e imboccando la strada di fondovalle i primi rilievi appenninici, verso un territorio che pian piano abbandona i tratti della bassa collina per divenire boschivo e a prati. Anche San Savino ha la sua Rocca che svetta sulla strada principale.
