San Giovanni in Marignano fa parte de “I Borghi più Belli d’Italia”. Per presentare quest’area che fu importante granaio dei Malatesta, si possono dare due definizioni: una città lineare, ricca di industrie e servizi, sviluppatasi nella pianura, dopo aver abbandonato le preesistente posizione d’altura, e una campagna fertilissima attraversata dal torrente Ventena, capace di regalare paesaggi ordinati e armoniosi.
La costa è più che prossima, con la città di Cattolica con cui si unisce ormai senza soluzione di continuità abitativa. Il suo centro svela la rilevanza che la località aveva per la Signoria riminese, che sviluppò le sua fortificazioni, attraverso l’ampliamento della cinta muraria e la realizzazione del fossato alimentato dal Ventena. All’interno del percorso murario, rinforzato lato mare da due bei bastioni a pianta ogivale, l’impianto urbanistico medievale offre isolati regolari disposti intorno ad uno spazio aperto, dove fu eretta intorno al XIII sec. la Chiesa parrocchiale di San Pietro.
Funge da accesso al borgo murato, sul lato nord, la quattrocentesca Torre civica con orologio, da cui diparte la “Via di mezzo” in realtà Via XX Settembre, su cui sono individuabili numerose fosse da grano, sono circa 200 i depositi sotterranei di cereali censiti che si trovano in tutto il centro, testimonianza della storia economica della città, già insediamento romano poi possedimento benedettino. Oggi nella sua economia accanto all’agricoltura che si declina in due prodotti chiave, il vino e i cereali, ha un ruolo di grande rilievo l’industria, tra cui quella all’avanguardia nel settore della moda. Un’operosità quella della sua comunità che si traduce anche momenti di attrazione turistica grazie a eccentriche manifestazioni, fiere, mercati e rassegne. La notte di San Giovanni, quella tra il 23 e il 24 giugno, nella tradizione non solo romagnola, è ritenuta “la notte delle streghe” e qui per una settimana, con grande coinvolgimento di pubblico, si rivivono i loro misteri. Mentre nel Teatro Massari, edificio “bomboniera”, ottocentesco ben tenuto, per tutto l’anno si susseguono programmazioni degne dei grandi palcoscenici.
